In cooperation with Regione Siciliana and Fondazione G. Whitaker    
Missione Archeologica a Mozia
Season 2011
RAPPORTO PRELIMINARE SULLA XXXI CAMPAGNA DI SCAVI, PROSPEZIONI E RESTAURI DELL'UNIVERSITÀ DI ROMA "LA SAPIENZA"
Lorenzo Nigro
Università di Roma "La Sapienza"


0. Premessa
La XXXI campagna (2011) di scavi e restauri nell'Isola di Mozia da parte dell'Università di Roma "La Sapienza" si è svolta dal 16 agosto al 24 settembre 2011, come di consueto, in stretta e proficua collaborazione con la Soprintendenza BB.CC.AA. di Trapani1, con la supervisione del Parco Archeologico delle Isole dello Stagnone di Marsala2, e grazie alla generosa ospitalità della Fondazione G. Whitaker3. I lavori, che sono stati condotti in cinque diverse Zone dell'isola [la Zona C - Kothon, Tempio del Kothon e Temenos Circolare (§ 2); la Zona B, pendici orientali dell'Acropoli (§ 3); la Zona D, pendici occidentali dell'Acropoli (§ 4); la Zona T, il Santuario del Tofet (§ 5); e la Zona N, necropoli (dove sono stati effettuati solamente lavori di pulizia/recupero di reperti esposti)], sono stati finanziati dall'Università di Roma "La Sapienza"4 e dal MIUR ed hanno visto la partecipazione di numerosi studenti5, oltre agli operai locali6. Inoltre, la missione si è nuovamente avvalsa della preziosa collaborazione dei colleghi fisici e geologi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per le prospezioni sottosuperficiale nella Zona C e nelle Zone F e T e del maestro restauratore Stefano Ferrari dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro. Le indagini condotte nella XXXI campagna sono state indirizzate al proseguimento della ricerca in corso sulle origini e sullo sviluppo diacronico di Mozia, attraverso l'analisi stratigrafica comparata, la documentazione dei resti architettonici e urbanistici e lo studio sistematico delle testimonianze della cultura materiale. Contestualmente, la missione si è data cura della pulizia delle principali aree di scavo (in particolare il settore detto "Abitato centrale" e la necropoli) e del restauro conservativo della "Casa del sacello domestico" nella Zona D. Alla fine dello scavo è stata effettuata una efficace battuta di foto aeree grazie alla gentile collaborazione dell'Arma dei Carabinieri.

2. Sintesi dei risultati delle ricerche: il Settore C Sud-Ovest
Le scoperte effettuate durante la XXXI campagna (2011) possono essere sintetizzate come segue. Nella Zona C - Kothon, gli scavi nel Settore C Sud-Ovest hanno prodotto altri dati circa il più antico insediamento nell'isola con materiali rinvenuti nei pozzi a sud del Kothon risalenti all'VIII secolo a.C., ma hanno altresì mostrato come nel VI e V secolo a.C. gli stessi pozzi fossero stati destinati ad usi cultuali assieme ad altre installazioni (è questo il caso della favissa F.2950, nella quale nel 2010 era stata ritrovata un'iscrizione greca, e, forse anche della grande fornace FR.2910 e dall'antistante pozzo P.1666).

3. L'Edificio C8 dell'VIII secolo a.C: e il Temenos Circolare del VI-V secolo a.C:
Nel Settore C Sud è proseguito lo scavo del Temenos Circolare per un ulteriore tratto verso il Tempio del Kothon. Sono stati chiariti i limiti di una grande fossa che aveva tagliato nel IV secolo a.C. un ampio settore all'interno del recinto circolare, e, al di sotto, sono stati scavati il piano di cantiere del Temenos del VI secolo a.C. e il sottostante strato di pareggiamento dei resti incendiati dell'Edificio C8 (US.2491), portando alla luce un ampio ambiente rettangolare con materiali risalenti fino alla prima metà dell'VIII secolo a.C. (Red Slip fenicia, coppa a chevron).

3. Il Tempio del Kothon
Nel Settore C Est/Tempio del Kothon, i lavori sono stati limitati al restauro di alcuni ambienti del tempio, mentre nello spazio antistante (CmIX3) l'edificio di culto sono stati raggiunti gli strati del VII e VI secolo a.C. con una serie di installazioni.

4. Il Temenos Circolare nel Settore C Nord
L'esplorazione del Temenos Circolare è continuata nel Settore C Nord, nel tratto compreso tra il Sacello C6-C4 e l'installazione M.4301. Lungo il Temenos, circa 1 m all'interno della struttura sono stati individuati una serie di depositi di offerte e segnacoli, principalmente animali, ma anche alcuni con resti umani (mandibole e uno con un bacino infantile associato ad un grande ciottolo/segnacolo).

5. L'Edificio C7 nel settore occidentale del Temenos Circolare
Nel Settore C Ovest, è proseguito lo scavo del Santuario C7, un edificio caratterizzato da una corte centrale con una piattaforma, nei pressi della quale è stato ritrovato un falcetto in ferro, e una lastra con bordi rilevati e foro previo (analoga alla lastra trovata presso il Basamento Meridionale nella Zona D), fiancheggiata da una canaletta lunga più di 10 m. Nell'angolo della corte è stato ritrovato un cratere a figure rosse, mentre, nel retrostante vano era una seconda piattaforma collegata da uno scolo alla lunga canaletta. Proprio in corrispondenza di questo scolo è stata rinvenuta una grande lastra di bronzo. Gli apprestamenti legati alla captazione e alla raccolta delle acque, come anche gli inghiottitoi e i pozzi sono tra le installazioni più comuni all'interno del Temenos Circolare e sembrano contraddistinguere anche questo edificio. Davanti alla corte e alla lastra è stato scavato un campo di offerte, con una grande àncora e una serie di segnacoli. Nella fase più recente al Santuario C7 era stato affiancato un ambiente rettangolare con una porta al centro del lato breve orientale, nel quale sono stati ritrovati un incensiere, alcuni pesi da telaio dipinti, una formina per focaccia.

6. L'abitato sulle pendici sud-occidentali dell'acropoli (Zona B): la Casa del pozzo quadrato
Le indagini nell'abitato sono continuate nella Zona B, alle pendici sud-occidentali dell'acropoli, dove è continuata l'esplorazione della "Casa del pozzo quadrato". Di questo ampio edificio, che si estende su più file di vani, è stata portata alla luce la porzione orientale, identificando un secondo pozzo, una piattaforma, e rinvenendo interessanti reperti, tra in quali due pesi di piombo con maniglia sulla parte superiore, uno di forma semicircolare (gr 1207,8, corrispondente a due mine), l'altro parallelepipedo (gr 613,3, una mina).

7. L'abitato sulle pendici nord-occidentali dell'acropoli (Zona D): la Casa del corno di Tritone
Nella Zona D, alle pendici nord-occidentali dell'acropoli, si è proseguito nello scavo della "Casa del corno di Tritone" individuando un pozzo-cisterna, e si è effettuato un intervento di restauro conservativo del settore di ingresso della casa della "Casa del sacello domestico".

8. L'ingresso al Santuario del Tofet e le strutture cultuali ad esso collegate
Al Tofet, l'indagine del limite meridionale di quest'ultimo, costituito, nella fase più recente, da una teoria di vani paralleli, ha condotto all'individuazione del probabile ingresso del Santuario, affiancato da una serie di ambienti destinati ad attività cultuali, uno dei quali con un podio e betilo.

9. Lavori di pulizia nell'Abitato centrale e alla Necropoli arcaica
Durante la XXXI campagna (2011) sono stati effettuati anche alcuni interventi di pulizia in aree archeologiche che versavano in stato di abbandono e delle quali è in corso lo studio dei materiali. Ci si è concentrati sull'Abitato centrale e sulla Necropoli arcaica. In quest'ultima, l'esposizione di alcuni reperti (vasellame e resti scheletrici), causata dal dilavamento, ha imposto un intervento di emergenza concordato con la Soprintendenza a seguito del quale è stata portata alla luce e scavata accuratamente un'inumazione con un corredo della fine del VI secolo a.C.